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Cultura.pesarourbino.it
Provincia di Pesaro e Urbino
Sito in fase di aggiornamento a seguito del riordino delle Province (L. 56/14 e L.R. Marche 13/15)

La provincia di Pesaro Urbino, nell’ambito del progetto europeo ADRIAMUSE, con l’Ecomuseo del litorale, promuove l’organizzazione, da Gabicce Mare a Marotta, di un parco storico finalizzato a mettere in luce le identità culturali della fascia costiera maturate dalle comunità locali nel rapporto con il mare e le sue risorse, attraverso una inedita lettura del patrimonio archeologico, artistico, etnografico individuabile nel territorio.

Nella parola territorio è trattenuta sia la storia della popolazione che ci vive, sia quella rappresentata dai segni materiali e immateriali lasciati da coloro che lo hanno abitato in passato ed è principalmente da questo insieme che l’ecomuseo trae le linee guida per il visitatore.
L’ecomuseo agisce nel territorio, si apre  alla popolazione residente e interagisce con essa, mostrandosi come un libro aperto in cui riscoprire le tracce di una civiltà contadina e marinara con propri caratteri originali che si sono mantenuti e/o modificati nel corso del tempo. Al contempo coinvolge al suo interno anche le strutture museali classiche già operative, prospettando una rinnovata interpretazione dei loro contenuti o almeno di una parte di essi, collegando gli uni agli altri nella trama del racconto di una civiltà adriatica.

Viene delineato un variegato percorso museale che tocca musei, biblioteche, pinacoteche, chiese, ma  si sposta anche all’esterno dei luoghi della conservazione di opere e documenti, indirizzando l’attenzione del visitatore anche su architetture, paesaggi, flora e fauna, ed ancora sulla gente, per scoprire usi, costumi,  tradizioni, attività e risorse locali di ieri e di oggi, con l’immersione in un insieme di beni culturali, materiali e immateriali che, passando da una località all’altra, fa emergere come filo conduttore il ruolo determinante svolto dall’Adriatico nella sua “anima antica” di luogo d’incontro di merci, uomini, idee. Le popolazioni che si sono succedute nel corso del tempo in questi luoghi che, con la complicità della geografia, si prefigurano da sempre come una “frontiera aperta”, ab immemorabili  sono state partecipi di un interessante “gioco dello scambio” in cui il mare, quale strada liquida che alimenta una rete di relazioni a breve e lungo raggio, ha rappresentato la direttrice  fondamentale.

Nel gioco dello scambio, che assume toni diversi di  incontro-scontro a seconda del momento storico, delle necessità o degli interessi, gli uomini entrano in contatto e con essi circolano, oltre alle merci, in una obbligatoria complementarietà delle risorse, miti, usanze, costumi e tradizioni alimentari, modi di abitare, innovazioni tecnologiche. Rapporti commerciali pacifici ma anche conflitti, attività di contrabbando, azioni di pirateria finiscono per costituire la trama della storia complessa di un territorio che si rivela in fondo “senza confini”, per la sua capacità, in ogni tempo, di connettersi all’esterno, oltre Adriatico e ad altre aree del Mediterraneo, in un intreccio, spesso inconsapevole, di interscambio reciproco fra culture diverse.

I percorsi

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