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Provincia di Pesaro e Urbino
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Abbazia San Vincenzo al Furlo

Sulla riva sinistra del fiume Candigliano, lungo la Flaminia (a 3 chilometri da Acqualagna), sorge l'abbazia di San Vincenzo al Furlo, così detta perché vicina alla superba gola e alla galleria del Furlo (dal latino forulum, piccola apertura o anche petra pertusa, pietra forata).

Sorta nell'area della distrutta città romana di Pitinum Mergens, dal VI al XVII secolo avrebbe custodito le reliquie di San Vincenzo, vescovo di Bevagna, qui trasportate dagli abitanti della città umbra (vicino a Foligno), distrutta dai Longobardi.

Il più antico documento risale all'XI secolo, e riferisce che il monastero di San Vincenzo nel 970 era florido di monaci. La chiesa era probabilmente suddivisa in tre navate, terminanti con un'abside (le numerose manomissioni subite l’hanno però profondamente trasformata, tanto che oggi si presenta a navata unica).

A destra della chiesa  si sviluppava il monastero, con il chiostro prospiciente la navata destra. Tutto il complesso abbaziale era stato realizzato con pietra corniola proveniente dalle cave locali,  mentre per la pavimentazione della chiesa  si usarono  grandissimi e spessi lastroni di pietra  di origine romana e paleocristiana.

La facciata della chiesa è a capanna: al centro si apre il portale con arco a tutto sesto e lunetta traforata, sormontato da un'ampia monofora del XV secolo. Alle pareti si conservano ampie zone affrescate di scuola marchigiana dei secoli XV e XVI.

La copertura, scandita da tre costoloni, si presenta per due terzi a volta a crociera, mentre il restante è a capriata. Questa diversità è ben visibile anche dall'esterno, attraverso i due diversi livelli di altezza della copertura. 

Il presbiterio è sopraelevato, con al centro una stretta scalinata e ai lati due aperture ad arco a tutto sesto che conducono alla cripta. Quest'ultima - riconducibile al secolo X - è tripartita da sei colonne di diverso diametro, con capitelli a tronco di piramide di varia fattura.

Al suo interno si trova l'absidiola appartenuta alla navata laterale destra e ben visibile dall'esterno, posta accanto a quella principale.

Adiacente al lato destro della chiesa, e direttamente collegata ad essa, si trova oggi la casa parrocchiale, già adibita a casa colonica e costruita sulle fondamenta dell'antico monastero.

Qui soggiornarono San Romualdo (nel 1011) e San Pier Damiani (che nel 1042/43 vi scrisse la Vita Beati Romualdi). Nominato abbate, quest’ultimo riformò il monastero benedettino con nuove regole, fondando eremi e celle nelle vicine colline.

Nel 1264 il cenobio fu distrutto dai Cagliesi e il monastero, gravemente danneggiato, fu riedificato nel 1217 come si legge nella iscrizione dell'architrave romano di riuso sulla porta d'ingresso: A.-D. MCCLXXI. ECCLESIA VACANTE. ET IMPERIO. NULLO, EXISTENTE. BONAVENTURA ABB(BA)S S. VINCENTII. H(OC) OPUS FIERI FECIT.

Durante lo scisma d'Occidente l'abbazia si schierò con il papa,  ed il vescovo di Urbino - fautore dell'antipapa - si scagliò contro i monaci, costringendoli insieme all'abate Nicolò de Baratoli da Spoleto, ad abbandonare il monastero e a  rifugiarsi nel monastero benedettino di Castel Durante (oggi Urbania).

La decadenza dell'abbazia di San Vincenzo inizia nel 1439, quando papa Eugenio IV incarica l'abate di Gaifa di incorporarla alla Mensa capitolare di Urbino, con tutto il patrimonio annesso (terreni, chiese, due pievi, eremi, celle e alcuni castelli come Sanguineto, Montevarco, Drogo e altri ancora). 

Lasciata completamente all'abbandono e priva di monaci, nel 1589 il cappellano la sceglie come sua residenza,  e dal 1637 al 1781 vi celebra messe pubbliche, ma  già in quest’epoca  quel che  è  rimasto del complesso abbaziale  viene usato come casa colonica e magazzino.

Indirizzo

Abbazia San Vincenzo al Furlo www.comune.acqualagna.ps.it Via Pianacce 67, Acqualagna 61041 Acqualagna Tel. 0721/79671 (Comune) 0721/70016

Ingresso

Gratuito

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