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Provincia di Pesaro e Urbino
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Valle Sant'Anastasio di Sassofeltrio

Valle Sant’Anastasio. Qui, nel medioevo, vi erano un castello ed un’importante abbazia che godeva di alcune particolari esenzioni dalle autorità religiose locali, ponendosi sotto il diretto controllo della Santa Sede.

Del castello di Valle oggi resta soltanto il toponimo. Superata appena la frazione la strada lambisce un gruppo di case chiamato proprio “il Castello”. Qui, sino alla metà del XVIII secolo, si intravedevano le mura castellane. Poi il loro fatiscente stato di conservazione fu al centro di una disputa tra la comunità della Valle ed i Legati Pontifici che controllavano la zona. Gli abitanti del luogo, minacciati dalla rovina delle mura (specialmente quelli che vi abitavano proprio sotto) chiesero al Legato il loro recupero. Vista la cifra ingente che il governo di Roma avrebbe dovuto impiegare per la riparazione della cortina e assodata l’inutilità di quest’ultima (le necessità difensive erano terminate con la fine del medioevo), si decise di abbatterla…

Fu così che Valle perse le sue mura.

Oggi, questa frazione, rischia invece di perdere la sua abbazia. Oltre il toponimo “Il Castello”, continuando per la via, non potrà sfuggire allo sguardo un campanile che si eleva dal centro della campagna. Sono i ruderi dell’Abbazia della Valle, interamente impacchettati tra arbusti, fichi e nespoli, al centro di una campagna rigogliosa interamente rivolta verso la Repubblica di San Marino. Rovine ancora recuperabili...

 

(da Daniele Sacco, “La provincia dei Centoborghi”, vol. 3, Nel nido dell’aquila, pag. 25, Metauro Edizioni-Provincia di Pesaro e Urbino)

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